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Statuto

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE A.D.A.O. FRIULI
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
ART. 1
1. Il giorno venti febbraio duemilatre è costituita l’organizzazione di volontariato, denominata A.D.A.O. FRIULI (Associazione italiana Disturbi del comportamento Alimentare e dell’Obesità), che assume la forma giuridica di associazione. E’ costituita a tempo indeterminato.
2. L’organizzazione ha sede in via Don Giovanni Pujatti n. 8, nel comune di Prata di Pordenone.
ART. 2
1. L’organizzazione di volontariato è disciplinata dal presente statuto, ed agisce nei limiti della legge n. 266 del 1991, delle leggi regionali, statali e dei principi generali dell’ordinamento giuridico.
2. L’assemblea può deliberare regolamenti di esecuzione dello statuto, disciplinando aspetti organizzativi più particolari.
ART. 3
1. Lo statuto vincola alla sua osservanza gli aderenti all’organizzazione.
2. Esso costituisce la regola fondamentale di comportamento dell’attività dell’organizzazione stessa.
ART. 4
1. Il presente statuto può essere modificato con deliberazione dell’assemblea, e con la maggioranza dei due terzi dei presenti.
ART. 5
1. Lo statuto è interpretato secondo le regole di interpretazione dei contratti e secondo i criteri dell’art. 12 delle preleggi al codice civile.
TITOLO II
FINALITA’ DELL’ORGANIZZAZIONE
ART. 6
1. La specifica finalità dell’organizzazione di volontariato è quella di perseguire il fine della solidarietà civile, culturale e sociale. Non ha fini di lucro ed è apartitica e aconfessionale.
2. Essa si propone di:
▪ difendere i diritti fondamentali delle persone affette da disturbi del comportamento alimentare, dell’obesità e del disagio giovanile, e delle loro famiglie, attraverso molteplici e differenziati interventi pubblici e privati;
▪ promuovere ogni sorta di azione diretta a sensibilizzare l’opinione pubblica relativamente alle problematiche dei disturbi del comportamento alimentare, dell’obesità e del disagio giovanile;
▪ richiamare l’attenzione degli organi legislativi, amministrativi e sanitari dello Stato, della Regione, degli Enti locali e delle ASL, al fine di promuovere e sostenere iniziative atte a migliorare i servizi di assistenza e le condizioni di vita attraverso azioni normative, assistenziali e di coordinamento;
▪ stimolare i servizi preposti alla cura e all’assistenza affinché sia garantita la presa in carico, la continuità terapeutica e riabilitativa per le persone sofferenti per disturbi del comportamento alimentare, dell’obesità e del disagio giovanile anche attraverso la formazione, l’aggiornamento e la qualificazione degli operatori, dei volontari e dei familiari nonché attraverso la presenza di idonee figure professionali;
▪ proporre, stimolare e sostenere le iniziative di prevenzione, affiancare e sostenere le associazioni scientifiche, di ricerca e studio che si occupano di disturbi alimentari del comportamento alimentare, dell’obesità e del disagio giovanile;
▪ richiedere la creazione e/o il miglioramento e della necessaria rete di strutture e servizi negli ospedali e nel territorio;
▪ promuovere la raccolta di dati e la ricerca per studi statistici ed epidemiologici;
▪ ricevere contributi, donazioni, lasciti testamentari, raccogliere fondi per gli scopi dell’associazione e destinarli al conseguimento di fini statutari;
▪ collaborare con enti pubblici e privati per lo sviluppo dei collegamenti e degli scambi di informazioni;
▪ realizzare tutto ciò che gli organi associativi ai vari livelli riterranno opportuno per il conseguimento degli scopi prefissi;
▪ predisporre e favorire la pubblicazione di libri, riviste e notiziari atti alla diffusione delle informazioni e delle conoscenze scientifiche.
ART. 7
1. L’organizzazione di volontariato opera nel territorio della regione del Friuli, e persegue le medesime finalità dell’A.D.A.O. nazionale, con sede a Vicenza, in via Fabiani n. 10.
L’organizzazione può promuovere la nascita di sezioni locali in ogni parte del territorio regionale. Tutte le sezioni godranno in piena autonomia gestionale, patrimoniale e di bilancio.
2. Le sezioni locali:
Possono costituirsi con un minimo di dieci soci già aderenti all’associazione, mantenendo la medesima denominazione, accettando i contenuti dello statuto dell’associazione, perseguendo le medesime finalità e stabilendo la propria sede.
La costituzione della sezione locale dovrà essere approvata dal comitato direttivo il quale nominerà il “referente locale” che coordinerà le attività della sezione e curerà i rapporti con la sede centrale, comunicando le varie iniziative significative (pubblicazioni, ricerche, congressi, ecc.) per sviluppare sinergie ed estensioni delle attività alle altre sezioni.
Il referente locale si avvarrà della collaborazione di due soci promotori costituendo così il comitato di sezione.
La sezione locale invierà annualmente alla sede centrale l’aliquota del 25% (venticinque per cento) delle somme versate dai soci o comunque introitate, per le attività di carattere generale svolte dalla sede centrale.
La sezione locale invierà alla sede centrale, entro il 28 (ventotto) febbraio di ogni anno, copia del bilancio e la relazione sulle attività svolte.
Le tessere saranno rilasciate dalla sede centrale anche per le sezioni locali.
Il Comitato direttivo può istituire o sciogliere le sezioni locali.
TITOLO III
GLI ADERENTI
ART.8
1. Sono aderenti dell’associazione tutte le persone fisiche e giuridiche che condividono le finalità dell’organizzazione e sono mossi da spirito di solidarietà.
2. L’ammissione all’associazione è deliberata dal Comitato direttivo, su domanda del richiedente. Ogni aderente dovrà versare all’atto della sua ammissione la quota associativa, il cui ammontare, per ogni categoria di soci, sarà stabilito dal Comitato direttivo.
3. Gli aderenti si dividono in soci ordinari, benemeriti e scientifici. Si intende per socio ordinario colui che versa la quota associativa minima stabilita; socio benemerito viene definito dal Comitato direttivo colui che eroga particolari contributi all’associazione; si intende per soci scientifici coloro che, a giudizio del Comitato direttivo, si siano distinti nel campo della prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare, dell’obesità e del disagio giovanile.
ART. 9
1. Tutti gli aderenti all’organizzazione hanno il diritto di eleggere gli organi dell’associazione e di essere eletti.
2. Essi hanno i diritti di informazione e di controllo stabiliti dallo statuto.
3. Gli aderenti all’organizzazione hanno il diritto di essere rimborsati per le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, nei limiti stabiliti dall’organizzazione stessa.
ART. 10
1. Gli aderenti devono svolgere la loro attività in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro.
2. Il comportamento verso gli altri aderenti e all’esterno dell’organizzazione è animato da spirito di solidarietà e attuato con correttezza e buona fede.
ART.11
1. L’aderente all’organizzazione che contravviene ai doveri stabiliti dallo statuto può essere espulso dall’organizzazione stessa.
2. L’esclusione, motivata, è deliberata dal Comitato direttivo a maggioranza. Contro la delibera di esclusione è ammesso il ricorso entro 30 giorni, con presentazione di controdeduzioni e audizione in Comitato direttivo.
3. La qualità di socio si perde inoltre:
a) per morte
b) per dimissioni
c) per mancato pagamento della quota sociale annuale.
TITOLO IV
GLI ORGANI
Art. 12
1. Gli organi dell’associazione sono: l’Assemblea degli aderenti, il Comitato direttivo, il Presidente e il Comitato scientifico.
2. Le cariche previste dal presente statuto non prevedono retribuzione.
CAPO I: l’Assemblea degli aderenti
ART. 13
1. L’Assemblea è composta da tutti gli aderenti all’organizzazione.
2. L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’organizzazione.
ART. 14
1. L’Assemblea si riunisce almeno una volta all'anno entro quattro mesi successivi alla chiusura dell’esercizio per l’approvazione del bilancio che sarà accompagnato da una relazione sulle attività e situazione dell’associazione.
2. L’Assemblea è convocata dal Presidente dell’associazione, secondo necessità o su richiesta scritta di almeno un quinto dei soci.
3. L’Assemblea è convocata con l’affissione all’albo in sede, o con invio a domicilio della lettera di convocazione con l’ordine del giorno, almeno 15 (quindici) giorni prima della data fissata.
ART. 15
 1. In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno degli aderenti, presenti in proprio o per delega da conferirsi ad altro aderente.
2. In seconda convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita, qualunque sia il numero degli aderenti presenti in proprio o in delega (ogni socio può avere al massimo una delega).
ART. 16
1. L’Assemblea delibera a maggioranza dei voti dei presenti.
2. La deliberazione di modificazione dello statuto avviene a maggioranza dei due terzi dei voti dei presenti.
3. Le votazioni sono palesi, tranne quelle riguardanti persone.
ART. 17
1. Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea sono riassunte in verbale redatto da un componente dell’Assemblea, individuato dal Presidente, con funzioni di segretario.
CAPO II. Il Comitato direttivo
ART.18
1. Il Comitato direttivo è formato da cinque componenti, eletti dall’Assemblea tra gli aderenti e da due componenti del Comitato scientifico che partecipano a titolo consultivo.
2. Il Comitato direttivo è validamente costituito quando sono presenti almeno tre componenti.
3. Il Comitato direttivo è convocato dal Presidente su necessità o su richiesta scritta di almeno tre componenti del Comitato stesso, con preavviso di almeno sette giorni.
4. In caso di cessazione di un componente del Comitato direttivo, verrà nominato il più votato tra i non eletti.
ART. 19
1. Il Presidente dell’Associazione è il presidente del Comitato direttivo.   
ART. 20
1. Il Comitato direttivo, che durerà in carica per il periodo di tre anni, può essere revocato dall’Assemblea con la maggioranza dei due terzi.
2. Il Comitato direttivo decide anche, su richiesta dell’Assemblea, le attività relative all’associazione e adotta tutti i provvedimenti per una buona gestione della stessa.
3. Le deliberazioni del Comitato direttivo sono assunte a maggioranza dei presenti. In caso di parità il voto del Presidente ha valore dirimente.
4. Il Comitato direttivo può nominare commissioni con compiti specifici.
5. Il Comitato direttivo predispone e redige il bilancio preventivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea entro il 30 (trenta) di ottobre dell’anno precedente.
6. Il Comitato direttivo predispone e redige il bilancio consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea entro il 31 (trentuno) marzo dell’anno successivo.
CAPO III. Il Presidente
ART. 21
1. Il Presidente è eletto dal Comitato direttivo tra i suoi componenti, a maggioranza dei presenti.
2. Il Comitato direttivo con maggioranza dei due terzi può revocare il Presidente.
3. Un mese prima della scadenza del suo mandato il Presidente convoca l’Assemblea per l’elezione del nuovo Comitato direttivo.
ART. 22
1. Il Presidente dura in carica tre anni, ed è rieleggibile.
2. In caso di assenza o impedimento del Presidente i suoi poteri sono esercitati dal Vicepresidente o da altro consigliere per delega del Presidente.
ART. 23  
1. Il Presidente rappresenta l’organizzazione di volontariato, e compie tutti gli atti giuridici che impegnano l’organizzazione.
2. Stipula le convenzioni, i contratti, e compie tutti gli atti giuridici relativi all’organizzazione di volontariato.
3. Il Presidente convoca e presiede l’assemblea e il Comitato direttivo e cura l’ordinato svolgimento dei lavori.
4. Sottoscrive i verbali dell’Assemblea e del Comitato direttivo e cura che siano custoditi presso la sede dell’organizzazione, dove possono essere consultati dagli aderenti.
5. Il Presidente può delegare specifiche funzioni a componenti del Comitato direttivo.
6. Il Presidente può, in caso d’urgenza, prendere decisioni di competenza del Comitato direttivo da ratificare nella prima riunione.
CAPO IV. Il Comitato scientifico
 ART. 24
1. È prevista la formazione di un Comitato scientifico con carattere di sostegno e sviluppo delle conoscenze tecnico-scientifiche o delle iniziative intraprese all’interno e all’esterno dell’associazione.
2. Il Comitato scientifico può essere costituito da un numero massimo di 10 (dieci) persone.
3. I componenti del Comitato scientifico sono nominati dal Comitato direttivo fra le persone che abbiano particolare competenza tecnica, scientifica e professionale nel campo dei disturbi del comportamento alimentare, dell’obesità e del disagio giovanile.
4. Il Comitato scientifico nomina al proprio interno un coordinatore con funzioni di stimolo, promozione, realizzazione e coordinamento dell’attività del comitato stesso.
5. Due componenti del Comitato scientifico partecipano di diritto al Comitato direttivo dell’associazione, senza potere di voto, a titolo consultivo. Di questi, uno è scelto di volta in volta dal Presidente dell’associazione e uno è indicato dal Comitato scientifico.
6. Il Comitato scientifico decade assieme al Comitato direttivo.
TITOLO V
LE RISORSE ECONOMICHE
ART. 25
1. Le risorse economiche dell’associazione possono essere costituite da:
▪ beni immobili e mobili;
▪ contributi e quote associative;
▪ donazioni e lasciti;
▪ contributi dello Stato, Regioni, Comuni, Enti e altro;
▪ attività marginali di carattere commerciale e produttivo;
▪ ogni altro tipo di entrate.
ART. 26
1. I contributi ordinari sono costituiti dalla quota associativa degli aderenti, stabilita dal Comitato direttivo.
2. I contributi straordinari, elargiti da aderenti o da altre persone fisiche e giuridiche, sono stabiliti dal Comitato direttivo, che ne determina l’ammontare.
3. I soggetti che elargiscono contributi straordinari sono considerati benemeriti.
ART. 27
1. Le erogazioni liberali in denaro, e le donazioni sono accettate dal Comitato direttivo, che delibera sull’utilizzazione di esse, in armonia con le finalità statutarie dell’associazione.
2. I lasciti testamentari sono accettati dal Comitato direttivo, che delibera sull’utilizzazione di essi, in armonia con le finalità statutarie dell’organizzazione.
3. Il presidente attua le delibere e compie i relativi atti giuridici.
ART. 28
1. I proventi derivanti da attività commerciali o produttive marginali sono inserite in apposita voce del bilancio dell’organizzazione.
2. Il Comitato direttivo delibera sull’utilizzazione dei proventi, che deve essere comunque in armonia con le finalità statutarie dell’organizzazione e con i principi della L. 266/91.
3. Il presidente attua le delibere, e compie i relativi atti giuridici.
ART. 29
1. In caso di scioglimento, cessazione dell’associazione, i beni, dopo la liquidazione, saranno devoluti all’Associazioni italiana per i Disturbi del comportamento Alimentare e dell’Obesità (A.D.A.O.), sede di Vicenza.
TITOLO VI
IL BILANCIO
ART. 30
1. Il bilancio preventivo contiene le previsioni di entrata e di spesa per l’esercizio dell’anno successivo.
2. Il bilancio consuntivo contiene le entrate e le spese accertate relative all’anno precedente.
3. Il bilancio preventivo e quello consuntivo vengono approvati dall’assemblea con la maggioranza dei voti dei presenti.
TITOLO VII
LE CONVENZIONI
ART. 31
1. Le convenzioni tra l’organizzazione di volontariato ed altri enti e soggetti sono deliberate dal Comitato direttivo, che ne stabilisce i contenuti e le modalità di attuazione.
2. La convenzione è stipulata dal Presidente dell’associazione.
TITOLO VIII
DIPENDENTI E COLLABORATORI
ART. 32
1.L’organizzazione di volontariato può assumere dei dipendenti, nei limiti previsti dalla L. 266/91.
2. I rapporti tra l’organizzazione e i dipendenti sono disciplinati dalla legge, dai contratti nazionali di lavoro e da apposito regolamento adottato dal Comitato direttivo.
3. I dipendenti sono, ai sensi di legge e di regolamento, assicurati contro le malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso terzi.
ART. 33
1. L’organizzazione di volontariato può giovarsi dell’opera di collaboratori di lavoro autonomo.
2. I rapporti tra l’organizzazione e i collaboratori di lavoro autonomo sono disciplinati dalla legge.
3. I collaboratori di lavoro autonomo devono essere assicurati in proprio contro le malattie, infortuni e per la responsabilità civile verso terzi.
ART. 34
L’organizzazione può corrispondere borse di studio per specifiche attività inerenti le finalità previste dallo statuto.
TITOLO IX
LA RESPONSABILITA’
ART. 35
1. Gli aderenti all’organizzazione sono assicurati per infortunio e per la responsabilità civile verso terzi ai sensi dell’art. 4 della L. 266/91.
ART. 36
1. L’organizzazione di volontariato risponde, con le proprie risorse economiche, dei danni causati per inosservanza delle convenzioni e dei contratti stipulati.
ART. 37
1. L’organizzazione di volontariato può assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extra contrattuale dell’organizzazione stessa.
TITOLO X
DISPOSIZIONI FINALI
ART. 38
1. Per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle normative vigenti ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico.
Agnoletto Arnaldo
Nato a Prata di Pordenone, il 16/04/1949, c.f. GNL RLD 49D16 G994M
Bertuzzo Giovanna
Nata a Milano, il 17/02/1952, c.f. BRT GNN 52B57 F205A
Costella Orietta
Natta a Sacile (PN), il 02/11/1973, c.f. CST RTT 73S42 H657Q
Dolcet Andreina
Nata a Cordenons (PN), il 30/11/1957, c.f. DLC NRN 57S70 C991Z
Furlanetto Alisetta
Nata in Belgio, il 01/05/1950, c.f. FRL LTT 50E41 Z103G
Giavenni Roberto
Nato a Milano, il 16/02/1950, c.f. GVN RRT 50B16 F205W
Luxardi Gian Luigi
Nato a Monterosso (SP), il 14/03/1960, c.f. LXR GLG 60C14 F609S
Moro Marco
Nato a Aviano (PN), il 10/07/1946, c.f. MRO MRC 46L10 A516O
Pian Marisa
Nata a Breda di Piave (TV), l’8/05/1949, c.f. PNI MRS 49E48 B128P
Tisiot Carla
Nata a San Vito al Tagliamento (PN), il 06/05/1957, c.f. TST CRL 57E46 I403J
Toffanello Elisa
Nata a Portogruaro (VE), il 17/11/1977, c.f. TFF LSE 77S57 G914Y
Vicenzi Letizia
Nata a Prata di Pordenone, il 06/02/1952, c.f. VCN LTZ 52B46 G994F