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Analisi della relazione tra componenti cognitive e affettive nei disturbi alimentari

Tesi di laurea di Giulia Burigo

Trascriviamo dal testo gli obiettivi della ricerca, che si può scaricare dal link qui a destra.

«In letteratura è possibile riscontrare una varietà di studi che mettono in relazione i sintomi propri dei disturbi alimentari alle modalità di coping disfunzionali e a deficit di tipo metacognitivo (Sassaroli, 2007). In particolare, vi sono numerose evidenze a supporto del fatto che i pazienti con disturbi alimentari presentano alcune funzioni cognitive superiori deficitarie: essi mostrano infatti una scarsa flessibilità cognitiva, possono presentare deficit nella memoria di lavoro e nella capacità di elaborazione inferenziale, oltre che una difficoltà a frenare gli impulsi dovuta ad un controllo inibitorio inefficiente.

Tuttavia, non vi sono ancora ricerche che mettono in relazione nello specifico le modalità disadattive di coping, in particolare quelle di tipo evitante, che contribuiscono a mantenere la sintomatologia, con le metacognizioni disfunzionali, come il bisogno di controllare i propri pensieri. Data la frammentarietà di tali evidenze, il presente studio si propone l'obiettivo di considerare simultaneamente questi due costrutti nell'ambito dei disturbi alimentari; in questo modo si intende fare maggiore chiarezza sul profilo cognitivo dei pazienti, mettendo in relazione la sintomatologia che questi presentano con le metacognizioni e con le strategie di coping.

Inoltre si intende valutare l'impatto della capacità di regolazione emotiva, e delle strategie ad essa connesse, sulla sintomatologia alimentare, dal momento che le pazienti manifestano spesso impedimenti in questo ambito, in particolare nella capacità di regolare gli impulsi e di riconoscere ed accettare le emozioni che si stanno provando. Infine, si vuole indagare, all'interno di questo quadro, la variabile della rigidità cognitiva e di conseguenza il peso che hanno sui sintomi alimentari la mancanza di flessibilità e la difficoltà a passare da un compito ad un altro.

Lo scopo generale, al di là dei singoli obiettivi, è quindi quello di comprendere in che ruolo si collocano questi complessi e ancora in parte ambigui costrutti rispetto all'insorgenza e al mantenimento del disturbo alimentare: l'individuazione delle variabili che potrebbero avere un ruolo causale nella psicopatologia potrebbe portare a implicazioni cliniche importanti, in funzione sia dell'assessment sia dell'impostazione del trattamento riabilitativo.»